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COMACCHIO E IL SUO CENTRO STORICO

Itinerario a piedi della città

Prossimo all’ampia distesa valliva, l’antico Rione San Pietro, si estende lungo il Canale Maggiore con le sue case strette e variopinte. Accoglie i ponti storici di San Pietro e dei Sisti, entrambi risalenti al Seicento, il settecentesco Ospedale degli Infermi dalla bella facciata neoclassica, oggi sede del Museo Delta Antico, e Palazzo Bellini (sede della biblioteca comunale e dell’archivio storico), prima di terminare con il Ponte degli Sbirri, all’incrocio di tre canali, appoggiato alle antiche carceri estensi.

Girato l’angolo, la prospettiva si apre su Piazzetta Trepponti. La storica Pescheria fa da quinta scenografica all’antico spettacolo di arte varia per la vendita del pesce, tredici banchetti di marmo, uno per ogni isola che compone la superficie della città. In fondo alla scena sta la porta d’ingresso per le barche che provenivano dal mare, teatro sopraelevato in cotto e pietra d’Istria: il seicentesco Ponte dei Trepponti, con cinque archi a sorreggere cinque scalinate sopra a cinque canali, voluto dal Cardinal Legato Giovan Battista Pallotta e disegnato dall’architetto ravennate Luca Danese negli anni Trenta del Seicento.

Al centro della città segnano l’incrocio tra il canale maggiore e la via principale, che attraversa l’abitato da est a ovest, congiungendo i ruderi dell’antico monastero di Sant’Agostino e Mauro al Santuario di Santa Maria in Aula Regia, la medievale Torre dell’Orologio e la Loggia del Grano, rifugio sopraelevato per le riserve di grano e spazio coperto per i commercianti che del XVII secolo vi hanno cercato riparo. 

Poco distante la seicentesca Chiesa del Rosario segna l’inizio del bel Rione del Carmine, antico e silenzioso, con i ponti del Teatro e Pizzetti, il ponte del Carmine posto di fronte all’omonima chiesetta. Entrambe le architetture religiose, risalenti alla prima metà del Seicento, custodiscono antichi tesori, tra cui si segnalano le cinquecentesche statue della Beata Vergine, portate in processione per le vie della città sino al secolo scorso.

Dalla Piazzetta Ugo Bassi, si intravede l’invadente mole del duomo cittadino dedicato a San Cassiano, martire cristiano del IV secolo d.C. Edificata sul finire del XVII secolo e aperta al culto nel 1740, la cattedrale appare imponente e maestosa, unica per il suo campanile dalla particolare base in pietra d’Istria.

Procedendo verso il Santuario di Santa Maria in Aula Regia, che accoglie la statua in terracotta della Vergine proclamata Madonna del Popolo durante la notte di Natale del 1619, si incontra il bellissimo porticato dei Cappuccini, la lunga via coperta da 143 archi edificati negli anni Quaranta del Seicento: sono questi 143 ex voto di ringraziamento alla divina protettrice della città per aver salvato le valli e i suoi frutti da una mortifera esondazione del Po, unitamente al destino della città intera.

 

 

 

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