L'Anguilla > Comacchio e l’anguilla: un legame indissolubile

Comacchio e l’anguilla: un legame indissolubile

L'organizzazione della pesca nelle Valli, la lavorazione e la trasformazione del pescato, il commercio e tutte le attività artigianali connesse, hanno caratterizzato per secoli l'organizzazione sociale ed economica di Comacchio, sino a quando, negli anni Sessanta del secolo scorso, le ultime bonifiche idrauliche hanno profondamente modificato il rapporto tra terra e acqua.

Oggi le condizioni fisiche e ambientali sono diverse: lo specchio vallivo, a partire dal 1870, si è via via ridotto, arrivando a essere un quinto delle dimensioni originarie, passando da poco più di 50.000 ettari a circa 11.000 ettari di superficie.

Le valli da pesca sono da considerarsi il più naturale dei paesaggi antropici e il più antropizzato degli ambienti naturali. Nei secoli, per favorire la pesca, le opere di trasformazione dell'ambiente e di manutenzione delle infrastrutture sono state incessanti: canali, argini, chiuse idrauliche, lavorieri per la cattura dell'anguilla, casoni di valle, i luoghi di rifugio e di lavoro per le centinaia di comacchiesi abituati a vivere in simbiosi con un ambiente estremo e isolato.

Attorno alla pesca, alle valli e all'anguilla, si è venuto a creare un vero e proprio habitat sociale, insieme ad attività artigianali e manifatturiere uniche e peculiari.

 

Rapporti sociali anche complessi, ben rappresentati dal contrasto tra fiocinini e guardie vallive, gli uni costretti a pescar di frodo per assicurare la sussistenza delle proprie famiglie, gli altri impegnati a contrastare il fenomeno di giorno in città e di notte nelle valli, il più delle volte nella consapevolezza che il furto rappresentava l'unica speranza di vita per molti.

Nella veloce evoluzione di questi ultimi decenni, l'identità culturale non si è persa del tutto: è emersa una tenace volontà di mantenere vivi i legami stretti per secoli con l'acqua e con le valli, raccontando l'identità locale attraverso i segni che la storia ha lasciato.

Molta della documentazione fotografica e filmata dei primi decenni del XX secolo è stata recuperata e resa visibile. Alla fine degli anni Ottanta, i casoni di valle vengono restaurati e inseriti in un percorso museale all'aperto, originalissimo, da percorre in barca e a piedi, alla scoperta degli ambienti vallivi, dei lavorieri, degli arredi e degli strumenti del mestiere, dove ogni cosa parla della vita di valle.

Il percorso viene completato nel 2003 con l’apertura della Manifattura dei Marinati, a Comacchio. Una fabbrica e un museo assieme, per unire il necessario recupero della memoria, attraverso l'esposizione degli attrezzi tipici della pesca e della marinatura del pesce, alle possibilità di sviluppo economico legate ai prodotti identitari e caratteristici di un luogo.

Con l’accensione dei fuochi si riattiva, così, la produzione de "L’Anguilla Marinata tradizionale delle Valli di Comacchio", un prodotto di eccellenza che racchiude i significati profondi di un paesaggio e dei suoi abitanti.

La Manifattura dei Marinati è oggi Presidio Slow Food, testimonianza di un equilibrio possibile tra la tutela dell’ambiente, il lavoro dell’uomo, l'identità locale e la cultura materiale.

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