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Passeggiata Letteraria con Vittoria Tomasi

15-09-2016

A passeggio fra luoghi e suggestioni di Comacchio con la scrittrice locale Vittoria Tomasi che “racconta” la ‘piccola Venezia delle Valli’ ed il suo libro “Anita e il Segreto di Venezia” .


Sabato 1 ottobre ore 16,30
InfoPoint p. Cardinal Pallotta


Anita e il segreto di Venezia - Tomasi Vittoria (Libro)
La Carmenina (IBS) 

Il clima all’ingresso della biglietteria era soffocante. Nonostante avesse iniziato il suo turno solo da venti minuti, Elena era già distrutta. Tutta colpa di quella immensa fila di turisti arrivati in massa per poter visitare gli interni di Palazzo Ducale. Uno dopo l’altro, scorrevano davanti a lei un numero indefinito di facce, che in quel momento le sembravano tutte uguali. Erano ormai cinque anni che lavorava come addetta alla biglietteria per il Comune di Venezia e, nonostante si fosse laureata in beni culturali, aveva talmente la nausea di quella posizione che non aveva nemmeno la curiosità di andare a visitare le stanze di quel palazzo. Di tanto in tanto, tra un biglietto e l’altro, riusciva a gettare un’occhiata dalla finestra, affacciata su Piazza San Marco, e l’unico suo desiderio sarebbe stato quello di trovarsi dall’altra parte di quel muro, seduta comodamente ad un tavolino del Caffè Florian a gustarsi una tazzina del più antico caffè italiano.
«Signorina… Mi scusi, signorina!» una voce insistente la portò alla realtà.
Si era distratta, di nuovo. Meno male che questa volta il suo capo era in ferie, altrimenti per lei sarebbero stati guai.
Scusandosi con il signore dall’altra parte del bancone, la ragazza gli domandò quale visita avesse preferito fare, ma quell’uomo la bloccò subito.
«Non si preoccupi, volevo solamente avere qualche informazione sulla visita a Palazzo Ducale» le disse quel signore basso e tozzo dall’aria affaticata.
Un altro seccatore… pensò tra sé e sé Elena continuando a sbirciare la lancetta dell’orologio, misteriosamente ferma sulle 15 e 25.
Nonostante il suo pessimo umore però, la ragazza sfoderò all’uomo il suo miglior sorriso: «Mi dispiace signore, ma questo sportello funge solo da biglietteria. Per avere maggiori informazioni sulla visita guidata a Palazzo Ducale deve spostarsi da quella parte» disse Elena indicando la parte opposta dello stabile.
Il suo interlocutore, senza nemmeno ringraziarla, le diede subito le spalle e si incamminò verso l’ufficio informazioni turistiche brontolando qualcosa tra sé e sé.
La ragazza continuò a fissarlo per qualche secondo, mentre quell’uomo trascinava la sua rumorosa gamba di legno sui pavimenti secolari di quell’ufficio. “Che gran maleducato – pensò gettando nuovamente lo sguardo sul suo orologio – nemmeno un grazie!”.
Quando rialzò gli occhi, si trovò di fronte un altro cliente, questa volta un uomo anziano di origini tedesche. Voleva un biglietto intero ed uno ridotto per la sua signora over 65. Li assecondò e, svogliata, gli domandò 20.000 lire.
Il vecchio le tirò fuori una banconota da 50.000 franchi.
“Ecco, ci risiamo. E ora come glielo spiego che devono tornare indietro perché non accettiamo la valuta?” 
Prima che la ragazza potesse dire qualsiasi cosa però, un urlo sovrumano fece tremare l’intero ufficio e tutti al suo interno si fermarono per un momento.
Il cuore di Elena per un secondo aveva smesso di battere. Doveva stare davvero attenta agli sbalzi improvvisi di umore con la sua malattia. 
«Hai sentito anche tu?» le domandò Diego accanto a lei.
«Già, sembrava che provenisse dall’interno di Palazzo Ducale».

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