Un momento di grazia

Viaggio fotografico a Comacchio


Galleria d’Arte di Palazzo Bellini
apertura straordinaria durante i weekend di sagra: dalle 9.00 alle 22:00
Ingresso gratuito soggetto a controllo del green pass.

L’occhio di Piergiorgio Branzi, uno dei maggiori interpreti della fotografia italiana del Novecento, ci restituisce uno spaccato originale e realistico della Comacchio agli inizi degli anni Cinquanta.

Le immagini realizzate dall'Autore, nel volgere di una giornata nel 1954, si presentano ora nello spazio espositivo della Galleria d’arte di Palazzo Bellini con l'allestimento della mostra “Un momento di grazia”. Viaggio fotografico a Comacchio: un tributo per un incontro inatteso tra una città e una macchina fotografica, bambini vocianti intorno ai canali, barche sull’acqua e la malìa che Comacchio riserva a chi riesce a vedere con gli occhi dell’arte la sua anima più vera.
 


Piergiorgio Branzi

Piergiorgio Branzi nasce a Signa, Firenze, il 6 settembre 1928. Nel 1952 ha inizio la sua vicenda fotografica, con la visita alla mostra di Henri Cartier-Bresson a Palazzo Strozzi: acquista una Condor 35 mm, invia le prime foto alla rivista Ferrania ed espone alla Galleria di Arte Contemporanea. Sarà Vincenzo Balocchi a introdurlo al mondo della fotografia e ad alcuni autori del gruppo La Bussola, nata per promuovere la fotografia come arte dal punto di vista sia professionale che documentario. Conosce Mario Giacomelli, con cui stabilisce un rapporto non solo di amicizia, ma un sodalizio artistico.
Negli anni Cinquanta viaggia nei paesi del Mediterraneo, prima in Italia, in moto, poi in Spagna, in Andalusia, su una Fiat 600 e poi ancora in Grecia nel 1957. Le sue fotografie vengono pubblicate in Italia e all’estero, su US Camera, Photography Annual, Coronet, Photography Year Book, Gallery, Camera, Popular Photography, Ferrania, Diorama. Comincia a collaborare con Il Mondo di Aldo Pannunzio e viene assunto alla Rai, rallentando la sua produzione fotografica.
Nel 1962 su incarico di Enzo Biagi, direttore del Telegiornale, si trasferisce a Mosca e diventa il primo corrispondente occidentale nella Russia di oltrecortina. Nel 1966 è nominato corrispondente dalla Francia e si trasferisce a Parigi. Rientra a Roma nel 1969 per assumere l’incarico di commentatore al telegiornale e inviato speciale; si dedica poi alla pittura e all’incisione. Gli impegni professionali lo spingono ad allontanarsi da queste attività, ma trascorre comunque un quarto di secolo tra mostre, pubblicazioni e riconoscimenti.
Nel 1955 partecipa a un programma di rilettura dei luoghi di Pier Paolo Pasolini. Decide poi di impegnarsi su un nuovo progetto visivo dedicato a Parigi: approda al digitale e alla stampa digitale, grazie all’amico Nino Migliori. Nel 1997 gli viene conferito il titolo di Fotografo Fiaf dell’anno.
 



Organizzazione e coordinamento: Roberto Cantagalli Alessandra Felletti, Maria Rosa Sabattini, Laura Ruffoni
In collaborazione con: Fondazione Forma per la Fotografia
A cura di: Nicola Nottoli
Progetto dell’allestimento e identità visiva: MACRO – macchine narrative
Catalogo: CONTRASTO – testi di Piergiorgio Branzi, Alessandra Mauro
Stampe fotografiche: Jochem Schoneveld su carta Hahnemühle
Realizzazione allestimenti: ALLESTEND
Impianto illuminotecnico: BH audio

Un momento di grazia